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Un uomo abbastanza normale PDF Stampa E-mail

di Ruggero Perugini - ed. Mondadori


caccia-mostro-firenzeDal 1968 al 1985 i dintorni di Firenze sono stati teatro della più impressionante serie delitti mai registrata in Italia: sedici vittime, otto coppie sorprese nel buio, uccise con una pistola calibro 22, i cadaveri delle donne mutilati con un coltello per prelevarne macabri souvenir. Risultò ben presto evidente che dietro i duplici omicidi doveva esserci una sola mano, il serial killer soprannominato subito “il mostro di Firenze”: stessa scena, stessa pistola e, soprattutto, stesso rituale officiato dall'assassino dopo ogni delitto.
Ma chi era il mostro? Come catturarlo, in mancanza di un qualsiasi movente “ragionevole” che lo potesse collegare ai singoli episodi? Dopo una sequela di false piste e di errori giudiziari che portarono in carcere persone in seguito rivelatesi estranee, nel 1984 venne costituita una squadra investigativa speciale: la SAM, Squadra antimostro. Un anno più tardi l'indagine fu affidata al commissario Ruggero Perugini. Formato alla mitica accademia dell'FBI di Quantico in Virginia (quella resa celebre dal Silenzio degli innocenti di Thomas Harris), Perugini si mise immediatamente al lavoro:
studiò le scene dei delitti, s'immerse nell'enorme materiale sui serial killer disponibile in tutto il mondo, elaborò infine, con l'aiuto di esperti italiani e americani, l'identikit psicologico del mostro. A questo punto poteva avere inizio la “caccia”, una caccia molto particolare che consisteva nell'eliminare quanti più indiziati possibile, nel rifiutare qualsiasi suggestione che fosse contraddetta dai pochi fatti accertati.


Un uomo abbastanza normale, scritto da Perugini in forma di diario mentre l'indagine era ancora in corso, racconta una storia investigativa eccezionale: il primo grande caso di serial killer italiano seguito dall'interno, in un territorio inquietante, sempre pericolosamente in bilico tra la normalità e l'anormalità, tra il desiderio di allontanare da sé il mostruoso e la necessità di calarsi nella mente sconvolgente del colpevole.

Ruggero Perugini, romano, quarantotto anni, da vent’anni in polizia,
vive attualmente a Washington, dove riveste la funzione di ufficiale di collegamento tra l'FBI e Ia DIA.
Specializzatosi a Modena in criminologia clinica e perfezionatosi all'accademia di Quantico in Virginia, ha diretto la Squadra antimostro dal 1986 al 1992.