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Intervista all’avvocato Dario Bosco PDF Stampa E-mail

PERCORSI FORMATIVI


Intervista all’avvocato Dario Bosco, penalista e criminologo. co-direttore della collana di scienze forensi, centro scientifico editore. responsabile d'area del master in investigazione criminale (temincri), università "La Sapienza" Roma, consulente Cepic

Cosa fa il criminologo?

Studia i fenomeni criminali attraverso l'utilizzo di analisi criminali basate su comprovate metodologie scientifiche e statistiche. E' una professione diversa dallo psicologo, dallo psichiatra dal giurista, e dalle altre professioni, cioè essere una di quelle cose non significa automaticamente essere criminologi ed avere competenze in materia.

Come opera e in che contesti?

Essenzialmente può operare in due ambiti, ricerca scientifica e ambito forense-giudiziario. In questo secondo caso, in Italia, opera quasi esclusivamente come esperto in fase di esecuzione della pena all'interno degli istituti o come membro esperto nei Tribunali per i minorenni e presso i Tribunali di sorveglianza.

 

Come si diventa criminologo, quale percorso formativo è più indicato?

Sicuramente bisogna conseguire una laurea specialistica in psicologia, sociologia, giurisprudenza ed in medicina con specializzazione in medicina legale o psichiatria. E' poi necessario svolgere formazione specifica attraverso corsi di specializzazione, master di primo e secondo livello, o altri corsi qualificati. Nonchè tenersi costantamente informati sulle ricerche svolte e pubblicate in ambito internazionale.

Con la criminologia si lavora? Che applicazione trova oggi la figura del criminologo?

E' una sfida aperta, ma se non si farà un passo in avanti nello sviluppo di ricerca che abbia valore e dignità scienitifica, come avviene anche all'estero, la criminologia rischia fermarsi al passato e di perdere il treno per essere una delle nuove scienze che si stanno affacciando e che si affacceranno in ambito forense.

Cos'è il criminal profiling?

Il criminal profiling è una tecnica, basata essenzialmente su metodologia scientifico-statistica, che si offre come supporto all'investigazione criminale "classica" per la scoperta di un reo, autore di uno o più reati, non ancora identificato. L'offender profiling utilizza quella tecnica per inferire le più probabili caratteristiche socio-demografiche, criminali e, se possibile, psico-comportamentali di un autore non noto di reato o di una serie; il Crime Linking, utilizza quella tecnica per collegare una serie di reati fra di essi o per collegare casi irrisolti a casi già attribuiti ad un probabile colpevole; il Geographical Profiling serve ad indicare la probabile area di residenza di un autore sconosciuto di una serie di reati attraverso l'utilizzo di una metodologia scientifico-matematica .

La figura del profiler trova applicazione nel contesto italiano?

Non ancora, in parte perchè non esistono studi scientificamente validi e pubblicati in riviste internazionali su determinate categorie di criminali a cui far riferimento per sviluppare efficaci metodiche di criminal profiling in italia; in parte perchè l'utilizzo mediatico per molti anni di questa figura ne ha snaturato i compiti e minato la credibilità professionale.

Qual'è il suo contributo all'indagine? Che ruolo svolge?

Il ruolo del profiler è di supporto all'investigazione, non si sostituisce agli investigatori ma opera al loro fianco, dove richiesto, fornendo analisi socio-demografiche e psico-comportamentali, particolarmente utili, per esempio, nel priorizzare liste dei sospettati ed attività investigative, che però, lo ripeto, senza ricerca scientiifca sulle singole categorie criminali restano mere ipotesi non utili ne utilizzzabili.

Quanto viene applicato il criminal profiling in Italia?

L'idea è che in alcune forze dell'ordine ci siano dei profiler. Questo non corrisponde al vero ed il concetto di profiling accettato dalla comunità scientifica di riferimento non è di fatto applicato mai in Italia.